L'Alfa Romeo Giulia GTA vista da vicino

FEDELE AL NOME – Erede dell’omonima vettura nata per le gare del 1965, la berlina ad alte prestazioni Alfa Romeo Giulia GTA incarna l’essenza sportiva del marchio milanese: come suggerisce il nome, che sta per Gran Turismo Alleggerita, la GTA è una variante più leggera (100 kg in meno, per un totale di 1.520) e più potente (540 CV, 30 in più) della già prestante Giulia Quadrifoglio, con prestazioni non troppo lontane dalle migliori supercar (solo 3,6 secondi per lo 0-100). Per i più esigenti c’è anche l’estrema versione Giulia GTAm: riconoscibile per l’enorme spoiler al posteriore, è priva del divano ed i sedili anteriori hanno cinture di sicurezza con cinque punti d’ancoraggio (come nelle auto da corsa).

DAL WEB ALLA PISTA – Ora abbiamo l’occasione di conoscerla meglio, grazie al video di approfondimento realizzato da Veloce, sito internet “fratello” di alVolante dedicato alle auto più emozionali, che ha potuto vedere, toccare e provare brevemente l’Alfa Romeo Giulia GTA sulla pista di Arese, nei pressi del museo del costruttore.

Domenica 5 luglio si tiene il primo Gp della stagione 2020, che doveva iniziare a marzo, ma è stata posticipata per colpa del coronavirus

MESI DIFFICILI – Il 13 marzo, quando mancavano poche ore alle prove libere del primo Gp della stagione 2020 di Formula 1 (in Australia), un dipendente della McLaren risultò positivo al coronavirus e la squadra britannica decise per precauzione di ritirarsi dal Gran Premio. A quel punto le squadre, la Federazione e gli organizzatori della gara scelsero di annullare l’evento per evitare il rischio del diffondersi del contagio, non solo nel paddock ma anche fra il pubblico sulle tribune. Si pensava che il campionato sarebbe iniziato nelle settimane successive, ma l’emergenza sanitaria si è rivelata più grave del previsto e una dopo l’altra sono state posticipate o annullate le successive 9 gare.

SENZA TIFOSI – Questa situazione ha costretto agli straordinari la società che organizza il campionato, l’americana Liberty Media, che ha dovuto studiare il modo per mettere insieme una stagione con almeno 8 gare, il minimo per poter assegnare i titoli. Per prima cosa è stato deciso di anticipare la chiusura estiva obbligatoria per le scuderie: si è svolta fra marzo e aprile, anziché ad agosto, in modo da poter correre anche in questo mese. Poi, con il migliorare dell’emergenza sanitaria, si è dovuto tracciare un nuovo calendario, che tenga conto delle esigenze di spostamento per i team: al momento sono state annunciate 8 gare in Europa, tutte senza tifosi, la prima delle quali si svolgerà il 5 luglio in Austria (dove si correrà anche la seconda). La Formula 1 punta a correrne fra le 15 e le 18, contro le 22 del campionato completo: a settembre e ottobre le altre in Europa e le prime in Asia, a ottobre e novembre le restanti in Asia e nelle Americhe, prima del gran finale a dicembre in Medio Oriente.

MERCEDES ANCORA FAVORITA? – Quando mancano pochi giorni al via, dunque, il calendario è ancora incompleto e non si hanno certezze nemmeno sui valori di forza delle scuderie, considerato che queste hanno evoluto e migliorato le monoposto lavorandovi durante il periodo di lockdown.

E’probabile tuttavia che la Mercedes continuerà ad avere i favori del pronostico, ma resta da capire quanto sono temibili le rivali Red Bull e Ferrari, con quest’ultima alla ricerca di un titolo che manca da oltre 10 anni. La Rossa tuttavia dovrà essere brava a gestire i due piloti: il giovane Charles Leclerc è stato di fatto promosso a prima guida, a scapito del pluri-titolato Sebastian Vettel, che in più non ha ottenuto il rinnovo per le prossime stagioni e lascerà Maranello alla fine del campionato 2020 (lo sostituirà Carlos Sainz Jr, alla McLaren).

SENZA PODIO – Per garantire la ripartenza del campionato, i team si sono impegnati a rispettare rigidi protocolli di sicurezza, con il risultato di veder cambiare abitudini e tradizioni ormai consolidate. A fine gara, per esempio, non ci sarà la premiazione del podio: ciò servirà ad evitare che piloti e membri dello staff entrino in contatto in modo incontrollato. Anche la griglia di partenza sarà modificata per lo stesso motivo: potranno entrare in pista solo 40 persone in tutto, 2 per vettura. Non si svolgerà la parata pre-gara con i piloti, le riunioni di gara saranno effettuare dal pc e i team non potranno sfoggiare i loro enormi motorhome (strutture di accoglienza realizzate sulla base di tir).

A partire dalle 15.30 di mercoledì 24 giugno la Casa di Arese trasmetterà in diretta i festeggiamenti per l’anniversario del marchio

Non sono molti i marchi al mondo che possono festeggiare un centenario, ma c’è chi, come l’Alfa Romeo, che di compleanni ne festeggia ben 110. La fondazione del marchio di Arese risale infatti al 24 giugno 1910, quando dal fallimento Darracq nasce l’A.L.F.A., Anonima Lombarda Fabbrica Automobili. A 110 anni da quello storico momento il Biscione celebra la propria storia con un evento trasmesso in live streaming in tutto il mondo che potete seguire.

Appuntamento con la storia. L’appuntamento è fissato per le 15.30 di mercoledì 24 giugno, quando inizieranno le celebrazioni per i 110 anni di storia del mito Alfa Romeo. Undici decenni fatti di successi nelle competizioni, modelli entrati nel cuore degli appassionati di tutto il mondo e vetture che hanno saputo far sognare diverse generazioni.

 

 

NIENTE TELEFONO – Del drammatico incidente che ha coinvolto Alex Zanardi (qui sopra in una foto di repertorio) abbiamo una certezza. Il campione emiliano, al contrario di quanto qualcuno aveva inizialmente ipotizzato, non aveva in mano il suo telefonino al momento dell’impatto di venerdì sulla strada provinciale 146, tra Pienza e San Quirico d’Orcia. Lo mostrano chiaramente i video acquisiti dal procuratore di Siena nell’inchiesta in corso per stabilire le cause del terribile schianto tra il pilota e campione paralimpico di handbike e un camion durante la staffetta a tappe Obiettivo Tricolore.

LA DINAMICA DELL’INCIDENTE – Secondo le ricostruzioni fatte dal Corriere della Sera, Zanardi stava procedendo in un tratto in discesa a velocità di circa 50 km/h quando, in una curva lunga a destra, per cause ancora da stabilire, avrebbe allargato la traiettoria e poi si sarebbe ribaltato invadendo la carreggiata opposta. Proprio in quel momento sopraggiungeva un camion nell’altra direzione: l’impatto è stato inevitabile, infatti la manifestazione non prevedeva la chiusura al traffico del tratto interessato. Gli investigatori avrebbero escluso una responsabilità da parte dell’autista del camion. Una delle ipotesi al vaglio, come possibile causa dell’incidente, è che sia stata la velocità eccessiva ad aver provocato il ribaltamento della bicicletta a tre ruote di Zanardi.

REALIZZATA DALLA DALLARA – La handbike potrebbe essere sottoposta a esami tecnici per ricostruire la dinamica dell’impatto. Della bicicletta di Zanardi va ricordato che si tratta di un veicolo ultra sofisticato realizzato in carbonio dalla Dallara. Ha un costo elevatissimo (si dice circa 10 mila euro) ed è stata progettata con la collaborazione dello stesso Zanardi, il quale ne possiede tre. Handbike che, lo ricordiamo, ha permesso ad Alex di vincere gli ori paralimpici alle Olimpiadi di Londra e Rio de Janeiro.

LE CONDIZIONI CLINICHE – Attualmente le condizioni di Zanardi, dopo il delicatissimo intervento neurochirurgico di venerdì sera, necessario a seguito delle fratture alla testa, restano gravi: è in coma farmacologico, intubato e ventilato artificialmente, con un quadro neurologico ancora impossibile da valutare al momento. Zanardi resta sempre in prognosi riservata. Sabino Scolletta, il primario del Policlinico Santa Maria alle Scotte di Siena, dove è appunto ricoverato Zanardi è comunque abbastanza fiducioso. Il campione è intubato e sedato, ma la respirazione, il cuore e tutti gli altri organi rispondono in maniera soddisfacente, ma non potendo per ora escludere complicazione la prognosi resta riservata. Ma, se tutto procederà, per il meglio, il team dei medici del reparto di terapia intensiva potrebbero tra non molto valutare i tempi per fare uscire il pilota dal coma farmacologico. Permettendo all’equipe di valutare al meglio il quadro neurologico di Zanardi.